Cultura - Tradizioni

 

Auguri di Buon Natale e... buone feste solstiziali !!!

di Nuccio Carrara

Ognuno festeggi il Natale secondo la propria tradizione e i propri convincimenti. 

La festa del 25 dicembre è sicuramente una delle più antiche del mondo ed è celebrata quasi in tutti gli angoli della terra da tempi immemorabili. Da quando il Sole, sotto i nomi più disparati, fu adorato come divinità della luce e della vita. La sua "resurrezione", in particolare, non poteva non essere celebrata solennemente.

Nel solstizio d'inverno, 21 dicembre, si registra la notte più lunga dell'anno ed il giorno più corto. Apparentemente, il sole  resta immobile per qualche giorno sulla sua ellittica (sol stetit, da cui solstizio)  e riprende a salire il 25 dicembre. Sembra rinascere a nuova vita per restituire fiducia e speranza agli uomini. Giorno fatale, quindi, per la nascita delle divinità "solari", di Mitra in Persia, di Osiride in Egitto, di Tammuz  in Babilonia ecc.

A Roma, l'imperatore Aureliano, nel 274, consacrò il tempio del Sole Invitto proprio il 25 dicembre, fissando in questo il "Giorno Natale del Sole Invitto" (Dies Natalis Solis Invicti) nonchè la natività di Mitra, figlio del Sole e Sole egli stesso.

I cristiani non sapevano quando Cristo fosse nato realmente e, dopo varie dispute che Clemente Alessandrino ritenne frutto di "curiosità troppo spinta", fecero proprio il Natale del Sole e di Mitra. L'imperatore Costantino prima (nel 330), e papa Giulio I dopo (nel 337), riconobbero definitivamente, con il crisma dell'ufficialità, quella che era ormai diventata per i cristiani la festa più importante dell'anno: la natività di Cristo che nei Vangeli è chiamato anche "Luce del mondo" (Giovanni) , "Luce che sorge" (Luca).

Di lì a poco, con l'editto di Teodosio del 380, il Cristianesimo Cattolico sarebbe divenuto religione di stato con conseguente interdizione per ogni altro culto. Il paganesimo, prima di spegnersi del tutto, lasciò la propria impronta nei riti del cristianesimo laddove "la Chiesa dopo avere cercato di distruggere, ha finito con il venire a patti" (Alain de Benoist).

Ancora oggi rimangono tracce dei riti solstiziali pagani. Ad esempio, la tradizione del "ceppo di Natale" (in Sicilia: 'u zuccu di Natali), quella cioè di bruciare un grosso tronco d'albero durante la notte di Natale, è particolarmente viva dalle nostre parti e non solo.

Nuccio Carrara