Paolo Danieli
Burattini
 
di Paolo Danieli
 
La Lettera Politica ha citato ancora Ernesto Galli della Loggia perché fra gli studiosi della politica italiana è uno dei più seri. Sul fondo del Corriere della Sera del 17 novembre 2013 ha espresso il seguente giudizio: “In altri tempi, quando in Parlamento sedevano rappresentanti veri delle popolazioni, e non dei burattini paracadutati come oggi...” . Il prof. Galli della Loggia non è un antidemocratico, dice la verità.
Una verità che però oggi è misconosciuta a causa di una distorta lettura della realtà che viene propagandata dai media in nome di un certo modernismo che vorrebbe inculcare nella gente l’idea che i partiti non servono più e che è meglio lasciar fare “a chi se ne   intende”.
 
In sostanza si vorrebbe far passare il concetto che, di fatto, la democrazia è superata. Che “il progresso” e la globalizzazione richiedono altre forme di governo, più efficienti e al passo coi tempi. Sempre secondo questa “scuola di pensiero”, che è la stessa che attribuisce alla politica la responsabilità di tutti i mali e all’economia il merito di tutti i beni, è quindi necessario che la prima sia sottoposta al dominio ed al controllo della seconda. Cosa che invece è semplicemente aberrante.
 
Il fatto che oggi, come dice il prof. Galli, siedano in Parlamento “dei burattini paracadutati” non è che l’auspicata (da loro) conseguenza dell’evoluzione che ha avuto il sistema. Il Porcellum quindi non è altro che un aspetto parziale dell’applicazione pratica di questa visione delle cose. Peccato però che i risultati depongano per l’esatto contrario. La deriva oligarchica che hanno preso i partiti, la sostanziale mancanza di legittimazione della classe politica, percepita non più come rappresentanza popolare ma come espressione dell’arbitrio e degli interessi di gruppi di potere, hanno allontanato il popolo dalle istituzioni. Ma non solo. Hanno prodotto un fatto enormemente più grave: hanno fatto sì che coloro che sono chiamati a decidere e legiferare non lo facciano più per il popolo, ma per coloro che li hanno “nominati”.
 
Non basta allora cambiare il Porcellum, ma bisogna ripensare al funzionamento del sistema nel suo complesso riportando nelle mani del popolo quella sovranità che gli è riconosciuta formalmente dalla Costituzione, ma di cui è stato espropriato nei fatti.
 
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