Paolo Danieli
Il patatrac
 
di Paolo Danieli
 
Che Berlusconi non sia mai stato accettato dall'establishment, che ha fatto di tutto per toglierlo di mezzo, è evidente. Ci sono riusciti quando hanno fatto fuori il suo governo e ora, con la condanna giudiziaria, l'opera è compiuta. E anche se dotato di risorse eccezionali è davvero difficile immaginarlo guidare i suoi alla riscossa dal carcere o da dove sarà.
 

Eh già: i suoi. Questo è il problema. 
Berlusconi, circondato dall'affetto dei suoi cari e dei suoi sostenitori, ma privo di un successore, di una classe dirigente in grado di sostituirlo, è solo. 
E' la maledizione dei partiti personali. Senza il capo sono finiti.
Immaginate una campagna elettorale con Berlusconi in galera/ agli arresti domiciliari/ affidato ai servizi sociali che non può fare né un comizio, né partecipare ad una trasmissione! Che cosa fa? Manda Alfano o la Gelmini a galvanizzare le folle? Manda Schifani o Bondi a fare l'appello agli elettori?
 

E' chiaro che senza di lui, per Pdl o Forza Italia che sia, il patatrac è certo. Questa è la realtà. 
Berlusconi paga forse per un reato non commesso, anche se per la legge dello Stato è colpevole a tutti gli effetti. Poco conta, a questo punto, discutere su colpevolezza o innocenza.
 

Quello che deve interessare a chi si riconosce nella destra/centrodestra è che è inutile insistere a tenerne legate le sorti al Cavaliere, del quale vanno riconosciuti i meriti, ma anche le responsabilità. Prima fra tutte quella di non aver mai voluto costruire un partito vero, con dei militanti veri ed una vera partecipazione. Ha preferito il partito di plastica, incentrato su di sé e con dei cortigiani che gli dicevano sempre di sì al posto di una vera classe dirigente. 
Così, colpendo lui, hanno di fatto ottenuto il risultato di annientare anche la sua creatura.
 
Lettera politica 447 - 7/8/2013



Ultimo aggiornamento ( Domenica 11 Agosto 2013 12:52 )