Paolo Danieli
Monti: cui prodest?
 
di Paolo Danieli
 
Monti non ci è capitato per fortuita combinazione. E’ stato mandato. Nell’ambito di un disegno di potere che ha i capisaldi nell’alta finanza internazionale e nei vertici della tecnocrazia europea. Non si tratta di essere complottisti, ma di saper leggere la realtà. Anche perché in politica nulla accade per caso.
 
Per capirlo basta farsi l’antica e sempre valida domanda: cui prodest? A chi giova? Criterio logico di ricerca della verità che riesce a perforare le barriere più fitte della propaganda, delle illusioni, delle deviazioni, delle falsità.
 
Nell’anno di governo Monti il debito pubblico ha superato i 2000 miliardi e la disoccupazione l’11% (quella giovanile è al 36,2%!). Il mercato immobiliare è bloccato, il valore della casa, bene rifugio tradizionale degli italiani è crollato, come sono crollati  i consumi e il tenore di vita.
A fronte di tutto questo Monti, che era stato presentato come scelta emergenziale, parentesi tecnica, benefattore che una volta svolto l’alto compito richiestogli, moderno Cincinnato, sarebbe tornato alle sue normali occupazioni, ora ha fondato il suo partito,  chiede il voto agli italiani e non mostra intenzione di andarsene.

 
Poco più di un anno fa ce lo eravamo ritrovati al governo senza che fosse stato eletto da nessuno. I media, di proprietà degli stessi gruppi finanziari che hanno sostenuto l’operazione, lo avevano dipinto come un messia disceso dal cielo per salvare l’Italia. Oggi la realtà si manifesta ben diversa e Monti appare per quello che è.
Per organizzare una cena, diciamo per una trentina di persone, sono necessari alcuni giorni. Bisogna contattare uno per uno gli invitati, sentire quando saranno liberi, cercare di far coincidere data e orario della cena con gli impegni di tutti, trovare il ristorante, prenotare un numero di posti adeguato, stabilire un menù, contrattare il prezzo, decidere come i commensali saranno disposti a tavola.

 
Va da sé che per mettere in piedi il governo di un paese di 60 milioni di abitanti ci vuole molto di più. Invece ci hanno dato da intendere che il governo Monti è stato messo in piedi in quattro e quattr’otto. Mentre è evidente che un piano del genere per essere realizzato necessita almeno di sei mesi/un anno. Anche la sua nomina a senatore a vita una settimana prima del conferimento dell’incarico suonava stonata. Più che una coincidenza sembra la clausola di un accordo più ampio. Escamotage preventivo per giustificare in seguito la sua non candidatura. Infatti sarebbe stato poco credibile un salvatore della patria che non riesce a raccogliere il consenso di coloro che ha salvato. Ne è prova il fatto che il suo partito, aggiunti i voti di Udc, Fini e Montezemolo, raggiunge, secondo i sondaggi, a malapena il 13%.
Il disegno che ha portato Monti a governare l’Italia viene da lontano.
 
E’ il progetto internazionale dell’alta finanza che, dopo aver scardinato la sovranità degli stati europei, si accinge a governare direttamente con i banchieri. Ecco dunque che dalla semplice domanda “cui prodest?” esce la verità. Il governo Monti non ha giovato ai cittadini, ma alle banche. Questo dice tutto.
In ogni caso è un motivo sufficiente per non votarlo. 
Paolo Danieli
 
Fonte: http://www.lofficina.eu/lettera-politica/lettera-politica-nazionale/item/158-lettera-politica-393-monti-cui-prodest?fb_action_ids=525518400805814&fb_action_types=og.likes&fb_source=timeline_og&action_object_map=%7B%22525518400805814%22%3A320374684728994%7D&action_type_map=%7B%22525518400805814%22%3A%22og.likes%22%7D&action_ref_map=%5B%5D

Ultimo aggiornamento ( Martedì 08 Gennaio 2013 13:27 )