Editoriali - Nuccio Carrara

di Nuccio Carrara

Ormai tutto è chiaro. Berlusconi, dopo avere alimentato un clima di odio nel Paese  "si è messo sulla traiettoria del lancio di Tartaglia". (Lo ha ammesso persino Feltri). Peggio per lui. Per di più è recidivo. Ha fatto la stessa cosa a Roma a Piazza Navona quando quel tale gli lanciò il treppiede della macchina fotografica... per fotografarlo meglio.

Adesso Berlusconi "non faccia la vittima" (Rosy Bindi), dica chiaro e tondo che l'ha fatto per distogliere l'attenzione degli italiani dai suoi processi per mafia e dai problemi reali del paese. E' lui il vero mandante. Già la sua permanenza in ospedale riesce sospetta, dopotutto non è andata così male come si sperava. Il ragazzo venga subito messo in libertà e si inizi il processo di beatificazione. "Santo subito". Non a caso ha utilizzato la statuetta del duomo. E' evidente il suo spirito profondamente religioso. Inoltre "fuori subito". E' estremamente ingiusto tenerlo in galera. Quello del treppiede è stato trattenuto in carcere diciannove ore ed il senso di giustizia, la par condicio e la Corte Costituzionale non possono tollerare una disparità di trattamento per l'eroe-santo di Milano.

Adesso è arrivata la lettera di scuse. Che volete di più? Il pentimento del fotografo, a suo tempo espresso anch'esso per lettera, costrinse il cavaliere ad ammettere (solo indirettamente, però) le proprie colpe rinunciando alla querela. Invitò persino la "vittima" a Roma, a palazzo Chigi, per farle capire che il premier non è poi così cattivo come si crede.

Ci fu lo stesso un processo. Berlusconi non voleva , ma non potè evitare che il magistrato agisse d'ufficio. Anche qui non si è potuto scongiurare l'effetto di una legge "ad personam" visto che la persona in questione era il premier. Si concluse con quattro mesi, pena sospesa.

Adesso, se tanto mi dà tanto, alle scuse del Tartaglia dovrebbe seguire la telefonata di Berlusconi per tarnquillizzarlo. Niente querela, invito a Roma con pranzo, cena e gita turistica. Ed il processo? Si farà, ma niente paura. La condanna non potrà superare i quattro mesi e la pena sarà pure sospesa. Lo impone la legge. Addirittura la Costituzione. Gli italiani sono tutti uguali davanti ai giudici e la statuetta del duomo di Milano non può valere più di un treppiede.