Editoriali - Nuccio Carrara

Clandestini di tutto il mondo unitevi

di Nuccio Carrara

Per capire che in Italia c’è una frangia (minoritaria) della magistratura che quotidianamente fa politica attiva interferendo pesantemente nel processo di formazione di quelle leggi che i magistrati sono tenuti a fare rispettare e non a scrivere o dettare, basta poco. Basta seguire le polemiche di questi giorni sulla giustizia che seguono le infinite polemiche delle settimane, dei mesi e degli anni scorsi.

Tuttavia, se volete andare più in là della semplice cronaca delle baruffe chiozzotte e avete il tempo e la voglia di osservare le toghe rosse più da vicino, fate una rapida incursione sul sito di Magistratura democratica. Sarà illuminante.

Già dagli articoli in primo piano vi accorgerete che le letture preferite dei paladini della Giustizia sono l’Unità, il Manifesto e la Repubblica, quotidiani portavoce di tutte le avanguardie democratiche in servizio lungo lo Stivale.

Se poi date un’occhiata alle riviste di riferimento, Questione Giustizia e Diritto, immigrazione, cittadinanza, l’attivismo politico ed il fanatismo ideologico li vedrete trasudare da ogni dotta argomentazione.

Prendiamo, ad esempio, l’immigrazione clandestina. L’argomento è di moda. Per parlare di immigrazione non solo dispongono di una rivista "specializzata", ma hanno anche costituito un “gruppo di lavoro”. Il caso dei clandestini, in particolare, offre parecchi spunti per esercitarsi in raffinati virtuosismi giuridici di stampo progressista.

Seppure su internet non è possibile leggere i pezzi di più recente pubblicazione senza pagare l’abbonamento (e noi non ci teniamo a farlo), tuttavia riuscirete a trovare quanto basta per capire come la pensano.

La tesi è semplice: i “clandestini” sono tali solo per modo di dire (e il termine va usato rigorosamente tra virgolette). Non vanno trattati come ospiti abusivi che hanno violato le frontiere e con esse le leggi dello Stato. Né vale il buon senso di chi crede che non sia giusto introdursi in casa altrui senza bussare e perfino di nascosto.

In realtà essi sono soprattutto “lavoratori”, ancor prima di cominciare a lavorare. Sono “forza lavoro” da sottrarre allo sfruttamento del mondo capitalistico occidentale.

Che molti di loro, giunti in Italia grazie alle mafie dei paesi d’origine, siano pronti a dedicarsi allo sfruttamento della prostituzione, allo spaccio di droga e ad altre attività criminali (non esclusa l’opzione terroristica), è del tutto irrilevante. Un argomento che serve solo per fare accettare inaccettabili “politiche securitarie”.

Per i magistrati democratici tutto è chiaro. La Costituzione garantisce il diritto alla inviolabilità della libertà personale. A tutti, clandestini compresi. La “detenzione amministrativa” nei Centri di identificazione ed espulsione, è giuridicamente illegittima. A dispetto della stessa Corte costituzionale che fino ad oggi (ma per quanto ancora?) si è sempre dichiarata di diverso avviso ostinandosi a non prendere atto di una “restrizione di tipo carcerario della libertà personale del migrante”. Insomma, detto in altri termini, libera circolazione per tutti, a spasso per il Bel Paese.

Del resto, la profondità di pensiero che permea le loro argomentazioni, poggia su robuste basi culturali ed ideologiche. Basti pensare che un sito particolarmente amato da quelle parti è www.intermax.com.

Cliccatelo, vedrete spuntare il faccione barbuto di Marx che fa le boccacce. A chi? A tutti i babbei che credono ancora in lui e a quelli che credono che Magistratura democratica sia un’associazione solo di magistrati votati alla Giustizia e non di politici votati alla Lotta di classe.

“Clandestini di tutto il mondo unitevi”. Il prossimo “Manifesto”,  firmato Magistratura democratica e compagni, è pronto.

Nuccio Carrara