Roma, 22 mar (Velino) - Una mossa “squinternata”, una vicenda “comica”, un “grave errore”, un’operazione per cercare “nuove sponde politiche”, un’iniziativa per riaffermare la “propria egemonia culturale”. Raccoglie più critiche che consensi l’intervento di Walter Veltroni il quale, tramite lettera al Corriere della Sera, ha chiesto al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, la riapertura del caso della morte di Pier Paolo Pasolini.
Caustico il commento di Pierluigi Battista, editorialista del Corriere della Sera, riguardo l’iniziativa di Veltroni. “Mi sembra una vicenda comica – dichiara al VELINO -. La cronaca sul caso Pasolini è stata ormai ampiamente ricostruita nei minimi dettagli. La tesi che l’intellettuale friulano sia rimasto vittima di chissà quale complotto è la più colossale sciocchezza che la storia ricordi”. Battista taglia corto: “Lasciate stare Pasolini. Lo dico anche al senatore Dell’Utri che ha ritirato fuori la storia del capitolo mancante di ‘Petrolio’”.
Velenoso anche il parere dello scrittore Fulvio Abbate, firma de Il Fatto Quotidiano e autore di due volumi su Pasolini (il romanzo “Oggi è un secolo” e il saggio “C’era una volta Pier Paolo Pasolini”): “Veltroni – dichiara al VELINO -, capace di cancellare qualsiasi flora batterica della sinistra e di consegnare Roma ad Alemanno e ai fascisti con il berrettino di Gucci, dovrebbe solo tacere”. Ricorda Abbate: “Nel 1974 Veltroni e altri giovani della Fgci romana stabilirono un rapporto di vicinanza con Pasolini che andò a un loro congresso al cinema Jolly. In quell’occasione l’intellettuale friulano disse che bisognava essere ‘contro’ perché si applaudono sempre i luoghi comuni. Mi sembra che Veltroni non abbia per nulla dato retta a Pasolini visto che tutta la sua politica è un rosario di luoghi comuni”. Per Abbate, Veltroni “cerca nuove sponde politiche. Lo ha fatto manifestando interesse e vicinanza al cosiddetto popolo viola. E adesso cavalca la ‘questione Pasolini’ perché ritiene che in questa maniera può riaffermare una sua egemonia culturale. Sollevare la vicenda di ‘Petrolio’ o chiedere la riapertura dell’inchiesta giudiziaria, sono mosse per ottenere visibilità perché Pasolini è un amuleto per chiunque voglia fare una denuncia civile nel nostro Paese”.