Mori ex Ros: La lettera di cosa nostra a Berlusconi è falsaRoma, 28 set (Il Velino) - Con il metodo del Photoshop, il "pensiero e gli scritti di Vito Ciancimino possono essere stati manipolati, al fine di alterarne i contenuti, per formulare accuse ingiuste e gravissime nei confronti miei e di altre persone, tentando così di trarre in inganno anche codesto Tribunale".
Come un maglio la memoria letta in aula dall'ex generale del Ros Mario Mori, accusato di aver favorito la latitanza di Bernardo Provenzano, si è abbattuta su un processo che appare infinito e nel quale, al contrario di quanto è accaduto in altri processi, il figlio dell'ex sindaco di Palermo ha continuamente riversato "documenti" e "pizzini".
Mori, aiutandosi con un video, ha "dimostrato la falsificazione del documento" su una parte di un foglio A4, relativo ad una presunta lettera destinata a Silvio Berlusconi: "Su di un foglio bianco sottostante, nella parte superiore, è stato incollato l'indirizzo relativo all'on. Berlusconi, avendo cura, nell'applicarvi anche il 'documento originario', di tagliare di netto l'estremità inferiore della pagina per farla restare nelle dimensioni previste dal foglio A4, così provocando, però, l'eliminazione delle ultime quattro righe e quella parziale della quint'ultima. Poi il tutto è stato fotocopiato sino a fare sparire l'ombra delle linee di giuntura dei fogli".
Un falso per il generale, come altri. Come quelli relativi alla lettera nella quale Provenzano avrebbe avvisato Ciancimino senior che "M (cioè Massimo, ndr) quando viene a Palermo non è solo...". Si ricava da quella lettera che Massimo Ciancimino fosse pedinato probabilmente da uomini del generale Mori. Un falso che, secondo l'ex comandante del Ros, sarebbe stato realizzato con il "sistema photoshop", un software molto diffuso e usato da oltre un decennio. "Con le modalità... descritte... ( si legge infine nella memoria consegnata ai giudici da Mori, ndr) che valgono n on soltanto per gli scritti, ma anche per le immagini, è possibile modificare ogni documento, ritoccare qualsiasi fotografia e apporre la firma di chi vogliamo su di un testo all'uopo preparato, riuscendo così ad attribuire falsamente a persone inconsapevoli qualsiasi affermazione o atteggiamento".
Per Mori, "qualsiasi documento cartaceo in fotocopia è passibile di modifiche anche sostanziali dei suoi contenuti, sostituendo o inserendo parole e/o periodi interi, cosi da stravolgere il reale senso del testo originario. Fermo restando che, ricorrendo al dattiloscritto, è possibile compilare un elaborato anche di più pagine con contenuti a piacimento, aggiungendovi notazioni e/o firme manoscritte, espressioni autografe ma non autentiche, del soggetto a cui le vogliamo attribuire".
(Vittorugo Mangiavillani) 28 set 2010 13:01