"ORMAI SONO SOTTO SCACCO, PERDERO' SOLO IO"
di Giovanni Palombo
Altro che il 3 a2 inflitto alMilan dal Manchester. L`incubo di Silvio Berlusconi è 1`8-5 che potrebbe subire alle regionali. «Per me sarebbe un dramma, non potrei sopportarlo, si perderebbe l`onda positiva del 2009 e tutti i meriti di questo governo andrebbero in frantumi».
Raccontano che il premier in questi giorni sia assillato da dubbi e timori.
La scena del "popolo delle chiavi", quella protesta contro l a lentezza dei lavori di ricostruzione all`Aquila lo ha profondamente turbato: «E stata chiaramente - ha spiegato al telefono con un esponente del Pdl - una manifestazione organizzata dalla sinistra, è roba studiata a tavolino. Il Pd si è messo in testa di approfittare di Bertolaso per contestare tutte le cose fatte da questo esecutivo, non dobbiamo permetterlo».
Poi il nodo elettorale. Il presidente del consiglio è ancora alle prese con il listino della Lombardia (la partita si trascinerà fino adomani), main testa ha altre preoccupazioni.
La prima riguarda proprio l`inchiesta legata agli appalti del G8 e della Maddalena. Nelle stanze di Arcore è scattato un ulteriore allarme perchè si ha la sensazione che stia «per uscire nuovo fango». Ma il Cavaliere, secondo quanto riferisce chi gli ha parlato, è di cattivo umore anche per un altro motivo: «Mi sento sotto scacco si è sfogato con un fedelissimo -, mi sento accerchiato. Mi resta solo la politica estera. Anche se nessuno riconosci i miei meriti in questo posso fare quello che voglio, parlo con Gheddafi e Putin, vengo accolto come un re in Israele e dialogo con i Paesi arabi. E per di più sono l`unico a combatterè in Europa contro l`egemonia franco-tedesca...».
L`elenco delle recriminazioni diBerlusconi comincia a essere davvero lungo: «Sulla politica economica ho delegato tutto a Tremonti, con lui non voglio più litigare, basta. Mi ha detto che non c`è niente da fare sul discorso delle tasse. Del resto non ho più voglia di litigare anche con Fini, non ne posso più di mediare con tutti...».
Ed ancora: «Anche nel partito vorrei cambiare tutto ma non posso, non posso delegittimare i vertici, sarebbe un autogol alla vigilia del voto».
Inoltre: «A un mese dalle elezioni hanno pensato bene di tirarmi per la giacca. Ma io ho subìto - è il suo sfogo - tutti i candidati sulle regionali.
Ho subito la Polverini, Cota, Zaia, questo Palese e anche Formigoni che si presenta per la quarta volta... E naturale che se mi impegno e si perde sarà colpa mia, ma anche se non mi impegno sarà lo stesso colpa mia... ».
Infine un ultimo tassello, le riforme in Parlamento: «O dopo il voto acceleriamo oppure rischiamo di non fare proprio niente e anche questo non potrei sopportarlo. Non è possibile che in questo Paese bisogna mettere sempre il bastone tra le ruote a chi havoglia di cambiare le cose».
Ieri chi è andato a trovarlo a villa San Martino lo ha trovato quindi determinato ma anche con la paura di non riuscire «a sbrogliare la matassa».
A partire dalla querelle sul disegno di legge anti-corruzione. Molti nel Pdl gli hanno fatto osservare che inquesto modo «ci siconsegnaaimagistrati, alla sinistra e a Fini...». Ma sul tavolo del premier ci sono sondaggi secondo i quali gli italiani sono tornati aparlare di «prima Repubblica, di Tangentopoli. Si pensa - ha argomentato - che sia tornato tutto come prima e non dobbiamo permetterlo.
Da "IL SECOLO XIX" di martedì 23 febbraio 2010