Berlusconi: Gli altri leader con noi, fiducia per uscire dalla crisi
Roma, 10 lug (Velino) - Nuove regole per una finanza etica, maggiore trasparenza e sviluppo di “standard e principi comuni” improntati “sull’integrità e la trasparenza”. Ma soprattutto una particolare attenzione alla dimensione sociale della crisi. “People first”, quindi, per mettere “i problemi della persona al primo posto” e promuovere “un’azione a livello globale per l’occupazione e la protezione sociale”. Nel documento finale del G8 abruzzese vengono dunque ribaditi quei “legal global standard” fortemente sponsorizzati dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti e vengono decise “misure per aiutare i più vulnerabili a proteggersi dalla crisi” e per mantenere “i mercati aperti per rilanciare la crescita economica a beneficio dei poveri”, fuggendo così da ogni tentazione di protezionismo.
La presidenza italiana ha visto inoltre accolta la proposta di una riunione dei ministri del Commercio dei Paesi del Major Economies Forum (Mef) prima del G20, previsto a settembre a Pittsburgh, in modo da arrivare in quella sede con un documento per la chiusura dei negoziati.
Il G8, ha commentato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al termine del summit, “ha dato mandato all’Ocse e ai ministri di lavorare a un nuovo codice di regole” per la governance della finanza mondiale. Il nuove codice dovrà prevedere “la sacralità del diritto di proprietà, i valori etici e morali”. Su questo, ha spiegato il premier, si è avuta “unanimità di vedute”. La crisi per la parte finanziaria, ha aggiunto Berlusconi, “si è sfogata. Non ci sono elementi sufficienti per pensare che la crisi possa continuare così e aggravarsi. Come governo ci siamo impegnati a diffondere fiducia, credo che tutti gli altri leader siano convinti di questa cosa, in modo tale che si possa uscire in fretta da questa crisi che – ribadisce il presidente del Consiglio – soltanto la paura può aggravare nella sua profondità e allungare nella sua espansione temporale”.
Queste le principali conclusioni del vertice G8 dell’Aquila:
NECESSARIE NUOVE REGOLE ETICHE NEGLI AFFARI. “La crisi ha evidenziato l’esigenza di regole sull’appropriatezza, l’integrità e la trasparenza relative alla condotta dell’attività economica e della finanza internazionali, per evitare gli eccessi del passato e rafforzare l’etica negli affari. A tale fine, i leader hanno concordato una strategia per sviluppare standard e principi comuni, il ‘Lecce Framework’”. Il lavoro per raggiungere questo obiettivo, si sottolinea, “si svilupperà partendo dalle iniziative esistenti dell’Ocse e delle altre organizzazioni internazionali rilevanti, e sarà portato al prossimo Summit G20 di Pittsburgh”.
LE PERSONE PRIMA DI TUTTO. I leader G8 hanno discusso delle condizioni dell’economia mondiale e delle straordinarie misure prese. Pur notando segni di stabilizzazione e una maggiore fiducia, hanno riaffermato il loro impegno ad attuare decisioni prese ai summit di Washington e Londra. Le politiche per sostenere l’economia mondiale e risanare il sistema finanziario continueranno tutto il tempo necessario per assicurare una crescita sostenibile e di lungo periodo. Poi un impegno ad affrontare la dimensione sociale della crisi, mettendo i problemi della persona al primo posto e promuovendo un’azione a livello globale per l’occupazione e la protezione sociale”.
UN DECISO “NO” AL PROTEZIONISMO. Lo hanno ribadito i leader del G8 spiegando che “i mercati aperti sono cruciali per la crescita e lo sviluppo, ancora di più in un periodo di crisi”. I grandi hanni quindi riaffermato la loro determinazione a resistere al protezionismo e confermato “l’impegno alla clausola di moratoria adottata a Washington e Londra”. Inoltre hanno concordato che “una conclusione positiva del Round dello Sviluppo di Doha darà un grande impulso a ristabilire la fiducia a sostenere la ripresa e promuovere lo sviluppo”. I tempi, hanno concluso “sono maturi per sbloccare i negoziati e raggiungere una conclusione ambiziosa ed equilibrata nel 2010”.
SUMMIT PIÙ FORTE GRAZIE ALLE ECONOMIE EMERGENTI. “I leader – si legge nel documento conclusivo – hanno riconosciuto che la loro azione è rafforzata dall’impegno congiunto con le grandi economie emergenti. Nel 2007 il G8 ha iniziato un dialogo con il Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica per arrivare a una reciproca comprensione delle questiono chiave dell’agenda internazionale. A L’Aquila i leader hanno deciso di progredire insieme verso un’associazione stabile e strutturata. Con questo spirito il vertice si è aperto nel formato G8 per poi espandersi a iniziare dal secondo giorno con riunioni via via più ampie”.
COOPERAZIONE CONTRO L’EVASIONE FISCALE. “La cooperazione internazionale sarà rafforzata per combattere l’evasione fiscale e la corruzione, rafforzando l’attuazione degli standard internazionali, anche attraverso un’espansione del Forum Globale dell”Ocse e lo sviluppo di contromisure contro le giurisdizioni non cooperative che non rispettano tali standard”.
INIZIARE A STUDIARE EXIT STRATEGY. In collaborazione con l’Fmi, il Fondo monetario internazionale, verranno approntate le strategie di uscite (exit strategy) da tali provvedimenti che hanno zavorrato i bilanci pubblici. Per far ripartire l’economia, il G14 riconosce inoltre l’importanza di riabilitare il settore bancario in alcuni paesi, rifiutando la “scorciatoia” delle svalutazioni concorrenziali delle valute. “Guardando oltre la crisi – si legge nel testo – i leader si sono impegnati ad assicurare la sostenibilità fiscale nel medio periodo attraverso appropriate strategie d’uscita, e sono determinati a porre la crescita economica su un sentiero più solido, innovativo e verde”. I leader, si sottolinea, “si sono anche accordati sull’esigenza di evitare una volatilità eccessiva dei prezzi dei prodotti energetici e agricoli, e a migliorare la trasparenza dei mercati globali delle materie prime, anche attraverso una migliore supervisione dei mercati derivati per contenere la speculazione”. Inoltre “hanno sottolineato l’importanza di promuovere un clima aperto e recettivo per attrarre gli investimenti stranieri e stimolare l’innovazione, al contempo affrontando efficacemente la contraffazione e la pirateria”.
SICUREZZA ALIMENTARE - Quello che esce dal documento di sintesi che chiude la tre giorni dell’Aquila è un G8 sempre più proiettato alle “economie emergenti” e attento ai paesi poveri. Accogliendo la proposta italiana relativa a un impegno di 15 miliardi di dollari in tre anni per combattere l’insicurezza alimentare nei paesi poveri. Una cifra che potrebbe essere ulteriormente incrementata con uno stanziamento extra di altri cinque miliardi di dollari ancora in discussione. “È il tema più importante del G8, è un elemento cruciale per il futuro - ha spiegato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi”, nel suo intervento durante il quale ha invitato i presenti “a puntare sull’agricoltura”. Dobbiamo, ha spiegato Berlusconi, “aumentare le capacità di produzione di derrate alimentare. È su questo problema che vogliamo portare l’attenzione del mondo, da qui la dichiarazione del G8 sul ‘food security’”. A questo proposito, il premier ha aggiunto che “Barack Obama è stato il primo ad esprimersi in questa direzione con un contributo generoso da parte degli Stati Uniti”. Si parla di una cifra compresa dai tre ai quattro miliardi di dollari.
I fondi saranno destinati a organizzazioni multilaterali affinché vengano investiti nei paesi più poveri per studiare e adottare nuove strategie di sviluppo dell’agricoltura, finanziare le infrastrutture, implementare il managment locale nei settori dell’acqua e della terra e, infine, per intraprendere azioni di mitigazione del rischio. Inoltre, si pensa di istituire un fondo presso la Banca mondiale che amministri i finanziamenti. Durante la riunione si è discusso anche degli strumenti per combattere la fame nel mondo e a questo proposito il ministro degli Esteri, Franco Frattini, aveva spiegato ieri al VELINO che “l’Italia proporrà con vigore agli altri partner del G8 lo strumento del microcredito. Durante il G8 dell’Aquila l’Italia ha fatto da apripista in questa materia, contribuendo a promuovere grazie a esso la crescita di attività imprenditoriali nei paesi poveri. E sono state le donne - aveva aggiunto Frattini - la grande e bella sorpresa capace di sfruttare al meglio questo strumento”.
ACQUA - Di assoluta rilevanza poi l’accordo di partenariato sull’acqua siglato d’intesa coi paesi africani, da Aie, Banca mondiale, Fmi, Ilo, Ocse, Omc e Onu. Nella dichiarazione si afferma la determinazione “a costruire una partnership più forte tra paesi africani e quelli del G8 per allargare l’accesso all’acqua e all’igiene pubblica, basata sui principi della responsabilità condivisa”. I paesi del G8 e i partner africani e internazionali hanno anche ribadito nel documento il loro impegno “per la promozione della pace e della sicurezza e nella lotta contro il narcotraffico lungo le coste dell’Africa Occidentale, il riciclaggio di denaro ed il terrorismo in tutte le sue ramificazioni”.
CLIMA - A L’Aquila sono state poste “le basi per un accordo globale ed efficace a Copenaghen”. Sono queste le conclusioni affidate alla dichiarazione finale del G8 in cui i leader del G8 e del Mef (Major Economies Forum) “hanno concordato di continuare a lavorare insieme nei prossimi mesi”. Tutti d’accordo dunque sul contenimento entro i due gradi della temperatura del pianeta, ma nulla da fare sul fronte del taglio alle emissioni di C02 dopo l’altolà della Cina e India che ieri hanno precisato di non sentirsi vincolate rispetto agli strumenti per il contenimento delle emissioni. Su questo fronte invece all’apertura del Vertice di L’aquila gli Otto grandi hanno confermato la volontà di condividere con gli altri paesi l’obiettivo di raggiungere una riduzione di almeno il 50 per cento delle emissioni globali entro il 2050 e in quest’ambito a sostenere “anche l’obiettivo dei paesi sviluppati di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra dell’80 per cento entro il 2050, rispetto al 1990 o anche agli anni più recenti”.
Appuntamento dunque rinviato alla Conferenza Onu sul riscaldamento globale di dicembre a Copenhagen che dovrebbe esitare un accordo globale che rimpiazzi il Protocollo di Kyoto che giungerà a fine vita nel 2012, almeno secondo gli impegni sottoscritti nel corso della Conferenza di Bali nel dicembre 2007. La Convenzione Quadro delle Nazioni Unite per il Cambiamento Climatico costituisce la sede principale del negoziato internazionale a cui Unite si affiancano il processo G8 e il Major Economies Meeting (MEM). Quest’ultimo comprende i Paesi G8, i G5 (Cina, India, Brasile, Sudafrica, Messico), più Australia, Corea, Indonesia, per un formato che rappresenta complessivamente oltre l’80 per cento delle emissioni mondiali di CO2.
L’atteggiamento di Cina e India sulla riduzione delle emissioni inquinanti è stato “una apertura importante”. Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa al termine del G8. Il premier ha spiegato che i due Paesi “hanno detto di non poter, in questo momento di crisi, garantire un taglio delle emissioni” come quello che veniva indicato dai paesi leader. “Hanno detto invece: non possiamo assumere per noi le stesse regole che voi potete darvi. Ma siamo pronti ad altri impegni” che prevedano riduzioni minori di emissioni. E questo “è una apertura importante”.
IRAN - Sul capitolo Iran i grandi hanno raggiunto l’impegno per un forcing diplomatico teso a far desistere Teheran dai programmi del nucleare militare. I grandi hanno poi espresso preoccupazione per la violenza scatenata all’indomani delle elezioni, per le interferenze nei confronti dei media, per gli arresti ingiustificati di cittadini e giornalisti stranieri. La creazione di un “mondo senza armi nucleari” si lega poi alla centralità del regime stabilito dal Trattato di non proliferazione. L’intero capitolo verrà riaffrontato in una apposita conferenza convocata dagli Stati Uniti nella primavera del 2010.
G8 ALLARGATO - I grandi hanno poi voluto riconoscere il pieno coinvolgimento delle “economie emergenti” nello scenario internazionale: il G8 ha avviato un “un dialogo con il Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica per arrivare a una reciproca comprensione delle questioni chiave dell’agenda internazionale. A L’Aquila i leader hanno deciso di progredire insieme verso un’associazione stabile e strutturata. Con questo spirito il vertice si è aperto nel formato G8 per poi espandersi ad iniziare dal secondo giorno con riunioni via via più ampie”.
MEDIO ORIENTE - In linea con quanto elaborato dai ministri degli Esteri del G8 giorni fa a Trieste, gli Otto grandi hanno inoltre avanzato le proprie proposte per il Medio Oriente: soluzione due popoli-due Stati da raggiungere grazie alla sollecita ripresa di negoziati diretti tra israeliani e palestinesi e l’adesione di entrambe le parti agli obblighi derivanti dalla road map. In particolare dall’Aquila arriva anche un forte sostegno all’Autorità nazionale palestinese (Anp) di Abu Mazen a favore dello sviluppo economico e infrastrutturale del futuro Stato palestinese. L’accenno al sostegno dell’economia palestinese dimostra come il G8 abbia accolto il piano del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, da anni propugnatore di un “piano Marshall” per la Palestina. Piano che nelle settimane subito precedenti all’avvio dei lavori di Trieste e dell’Aquila, il Cavaliere era tornato a illustrare al presidente egiziano Hosni Mubarak in visita a Roma.
(Remo Urbino) 10 lug 2009 14:39