No, non me la sento
di dire viva la D'Addario
Caro direttore, il libro di cui si parla, (ovvio, Patrizia D'Addario,"Gradisca presidente", Aliberti) mi è arrivato in pdf direttanente dal cortese editore; mi ci sono buttata, eravamo già in ritardo sulle altre testate, diomio. Tranquilli, 240 pagine che si leggono in non più di sei ore e, arrivati in fondo, ci si rammarica di averle gettate vie, le sei ore.
Il libro non fa ridere, non fa piangere, non fa niente, acquetta, scritto con lo stile (si fa per dire) di una scolara di terza media; e che ci volete trovare, i pensieri dei nouveau philosophes? Tranquilli, non buttatevi a leggere le pagine "proibite" - quelle che vanno da pagina 61 a pagina 72, quelle con tutto-tutto, minuto per minuto, straziami ma di baci saziami, ecc ecc - della notte ormai planetariamente famosa da lei passata a palazzo Grazioli (ma sì nel lettone di Putin, uffa) con Berlusconi sotto il piumone troppo bianco e troppo caldo. Non buttatevi a leggerle, perchè, ragazzi, sono una bufala, niente di eccitante, niente di eccezionale, niente di perverso, nemmeno un pizzico di sadomaso, che so un colpo di frustino, un bustino di cuoio, un po' di polverinabianca; insomma una sola di quelle performances da «bellissima trasgressiva dominatrice» che vengono lanciate tutti i giorni nella piccola pubblicità del Corriere della Sera. Niente. Roba da 1000 euro, per l'appunto. L'erotismo non l'abbiamo trovato, il porno nemmeno, tutto sprecato. E quel poco che c'è, nel libro, è pressoché tutto già visto e saputo, tutto già spiattellato da mesi, particolare più particolare meno, su una sfilza di giornali, riviste e simili. No, e lei non è nemmeno "Justine, o le disgrazie della virtù", ci perdoni il Divino Marchese.
Per tutto il resto - la famiglia in sfacelo, il padre suicida, il fratello morto, gli uomini-che-mascalzoni e il residence che nessuno - nemmeno Berlusconi! - le tira su, le facciamo credito di tutto. Ma, anche qui, lei purtroppo non è Dickens e non riesce a smuoverci. Dopo tutto, è bella, bionda, ha «un'andatura leggera e sexy» (lo dice lei), fa la escort di lusso; e ha anche un registratore («sempre», lo dice lei). E forse è vero, è stata una ragazza sfortunata, una che poteva avere chances diverse e non le ha avute. E questo, per lei, ci dispiace.
Nessuno scandalo, se una donna opta per fare la escort, nessuno dice bé. Ma darsi una medaglia, farsi un vanto, considerarsi un'eroina o una celebrità (si veda la lunga lista dei giornali di tutto il mondo che parlano di lei e così diligentemente elencata nel libro) perché si maneggia un registratore nascosto in borsetta, è un'altra cosa (e non importa se dietro ci sia o meno un premier). Un ricatto è un ricatto (e non importa se dietro si spalancano le porte di un Palazzo del Potere caduto in basso).
Caro direttore, non me la sento dire w la D'Addario.
Maria R. Calderoni
26/11/2009