I pm danno la caccia a Berlusconi, il governo fa arrestare i mafiosi


Roma, 16 nov (Velino) - Ha scritto Eugenio Scalfari nel suo fondo domenicale su Repubblica: “Le forze della camorra e della ‘ndrangheta non danno segni di indebolirsi malgrado arresti e retate delle Forze dell´ordine perché ad ogni arrestato ci sono altre nuove reclute e nuovi capi...”. E allora? Visto che si riproducono - e ammesso che lo facciano nel modo ineluttabile che dà per scontato Scalfari - rinunciamo ad arrestarli o svalutiamo l’operato delle forze di polizia che stanno inanellando straordinari successi nella strategia decisa dal governo di contrasto sul territorio della criminalità organizzata? Meglio le inchieste dei soliti pm sui rapporti tra mafia e camorra e ‘ndrangheta e politica a partire dallo sbarco delle truppe alleate? O quelle di chi, nelle solite procure, sta cercando di accreditare pentiti che confermino il folle teorema in base al quale Silvio Berlusconi sarebbe coinvolto persino nelle trattative con la mafia stragista?

Ieri sera il governo ha annunciato un nuovo colpo a Cosa nostra, è stato arrestato il numero due dell’organizzazione criminale, latitante da quindici anni. Certi pm sono invece impegnati da quindici anni a raccontare - e anche in queste settimane - che proprio il premier che ha imposto il giro di vite sarebbe uno dei principali referenti della mafia. Per sostenere questo teorema, sulla rete circolano da tempo video dove l’immagine di Silvio Berlusconi viene sovrapposta a quella di Totò Riina, a conclusione di esternazioni di pm non in pensione ma in servizio (antiberlusconiano) permanente effettivo, di giornalisti cosiddetti investigativi, che fanno da sponda, e dell’immancabile Marco Travaglio. È una vergogna. Ma è una vergogna ancora più grande che Anm e Csm non si rendano conto del danno che il modo di operare di certi pm stanno arrecando alla magistratura.

L’ultimo sondaggio di Renato Mannheimer, pubblicato domenica sul Corriere della sera, segnala la caduta di credibilità di giudici e pm. È una tendenza che si sta consolidando ed è retorico chiedersi se, a determinarla, abbia contribuito anche la caccia all’uomo scatenata nei confronti di Silvio Berlusconi subito dopo la sua decisione di scendere in campo.
 
(Maurizio Marchesi) 16 nov 2009 15:56