Lettere immaginarie / Ennio Flaiano a Gianfranco Fini
Roma, 8 set (Velino) - Gentile signor Fini. – Permettetemi di porvi questo sottile quesito: c’è più fascismo nel vostro antifascismo attuale o più antifascismo nel vostro fascismo d’antan? Ve lo chiedo perché penso che una risposta chiara a questa domandina sia l’indispensabile presupposto di ogni serio tentativo di affrontare con la necessaria serietà il complesso caso ideologico e politico costituito dalla crescente accelerazione che state da qualche tempo imprimendo all’interessante evoluzione delle vostre idee. Consentitemi altresì di assicurarvi che questo dilemma lo potrete risolvere assai agevolmente se vi lascerete guidare da un’intuizione che io ebbi ormai mezzo secolo e rotti fa.
Lasciatemi infine appagare la mia vanità rivelandovi il motto in cui riassunsi il senso di quella mia intuizione. “Gli italiani – scrissi – si distinguono in due specie di fascisti: i fascisti e gli antifascisti”. Ebbene: non credete che per porre fine alla ormai interminabile querelle sul significato della vostra metamorfosi basterà brandire questo mio vecchio motto?
(Ruggero Guarini) 8 set 2009 12:53