Mimmo Della Corte

chi deciderà quali sono le infrastrutture su cui investire?

di Mimmo Della Corte

Banca del Mezzogiorno. Un’ottima idea. Ma anche un cielo terso ed azzurro, talvolta può nascondere qualche insidia, magari una nuvoletta cui nessuno presta attenzione e che all’improvviso copre il sole e si trasforma in temporale.

Pericolo da cui non è esente – nonostante i favorevoli presagi – la nascente struttura creditizia meridionale? . Qual è la “nuvoletta” che potrebbe mettere, per l’ennesima volta, in forse il futuro dell’Italia del tacco, rendendo assolutamente inutile la Banca? Il fatto che qualcuno possa considerarla come una sorta di panacea per tutti i mali, attribuendole virtù taumaturgiche che assolutamente non ha. Da sola non basta. Se, infatti, è vero, com’è vero, che l’Italia del tacco, in termini di sviluppo, continua a pagare pegno alla mancanza di un progetto strategico complessivo che indichi quale Meridione sia più opportuno costruire; è, almeno altrettanto vero, che, ancora oggi, chiunque parli dell’esigenza di trarre quest’area dal baratro del sottosviluppo in cui tuttora si trova ristretto, si guarda bene dal dire dove bisogna andare e quale strada seguire.

Sicché noi continuiamo a camminare alla cieca, andando avanti a tentoni e senza renderci conto se sia meglio puntare ad un Mezzogiorno specializzato nel turismo, piuttosto che nell’industria, un mercato di passaggio e di acquisto di prodotti, provenienti da altre aree oppure una zona di scambio fra beni realizzati altrove e quelli locali o, perché no, un’area logistica all’interno del Mediterraneo che lavora materie prime provenienti da altre aree, le implementa, realizzando prodotti finiti che poi irraggia al di là dei propri confini. Questo è quello che ci ha penalizzati ieri, ci penalizza oggi e continuerà a penalizzarci domani. Perché, per far crescere un territorio, oltre i soldi, ci vogliono chiarezza d’idee, capacità progettuale e programmi.

Di conseguenza, solo quando avremo deciso quale futuro dare al nostro Mezzogiorno, sarà possibile definire le strategie per realizzarlo e quali infrastrutture è necessario mettere in campo per poter ottenere l’obiettivo finale. Altrimenti, quella del Sud, sarà sempre una sorta di corsa del gambero, senza strategie e senza prospettive. Nel frattempo, si proseguirà nella realizzazione di infrastrutture, non sempre indispensabili, che non portano da nessuna parte e non offrono alcuno stimolo alla crescita del Sud.

Non ne trarrà alcun vantaggio l’Italia del tacco e renderà difficile, quando non addirittura impossibile e, soprattutto, inutili la presenza e gli sforzi della nascente struttura bancaria che, per poter essere strumentale al rilancio del Sud, deve essere accompagnata dall’istituzione di un organismo in grado di farsi carico di questa incombenza progettuale e sappia indicare quale Mezzogiorno costruire e le infrastutture necessarie e sulle quali sia più giusto ed opportuno investire i fondi che i meridionali le affideranno con la speranza che possano, finalmente, servire a far nascere un nuovo Mezzogiorno.

30 gennaio 2010

Per un nuovo meridionalismo, Luogo:Palazzo Serra di Cassano (via Monte di Dio 14- Napoli) Ora:sabato 30 gennaio 2010 9.30

Saluto ai convegnisti  di Nuccio Carrara

Caro Mimmo,

Nell'indirizzare - tuo tramite - un saluto ed un fervido augurio di buon lavoro a tutti i convegnisti, colgo l'occasione per sviluppare alcune considerazioni.

Col senno del poi, ed alla luce dei recenti provvedimenti governativi per il Meridione, si può tranquillamente affermare che hai avuto ragione tu. . Hai visto giusto, hai visto prima. "Heri dicebamus" puoi ben dirlo.

Gli anni non sono passati invano, anche se attraversati dall'indifferenza degli economisti "impegnati" e sedicenti "esperti" di questioni meridionali. Non sono mancate, talvolta, neppure le scomposte reazioni di quelli che tu chiami "sudisti di ritorno", fautori di fantomatici "partiti del Sud" utili solo a chi li fonda. Ma oggi ci si può aprire ad un ragionevole ottimismo.

C'è una bella differenza tra chi riscopre il Sud per meri fini elettorali e di bottega e chi, invece, per il Sud si è speso davvero nello studio e nell'azione politica. C'è differenza tra coloro che hanno trasformato i ritardi ed i bisogni del meridione in risorsa per le proprie fortune (non solo elettorali) e chi, invece, ha creduto nel Sud come risorsa per l'intera Nazione.

Il tuo contributo di idee comincia a dare i suoi frutti e poco importa che ci sia voluto del tempo perchè altri, magari inizialmente scettici, si avvicinassero a quelle soluzioni da te auspicate già tanti anni fa nel tuo "Buio al Sud".

Con l'ultima legge finanziaria, la "Banca per il Meridione" è divenuta realtà. Ed anche l'Authority per il Meridione è realtà, seppure sotto il nome di "Comitato". La sostanza non cambia.

Ormai sono entrate a pieno titolo nel linguaggio politico espressioni come "no tax area" e  "fiscalità di vantaggio", quasi fossero cose scontate e non il frutto di ricerche e di analisi un tempo snobbate.

Adesso non bisogna fermarsi, anzi è venuto il momento perché quella parte d'Italia che tu ami chiamare "il tacco", riscopra e metta "in rete" tutte le energie positive di cui è ricca. Semplici misure di natura economica, seppure auspicate da tempo ed in parte in fase di realizzazione, da sole non bastano. Occorre anche un nuovo modo di "essere" oltre che di "volere"

Il Meridione ha necessità di una nuova classe dirigente: dalla politica alla burocrazia, dalla cultura all'impresa, per avviare un percorso di emancipazione e di autoaffermazione che sfati i luoghi comuni che lo descrivono come irrimediabilmente arretrato, corrotto ed a vocazione parassitaria.

Se è vero che le idee camminano sulle gambe degli uomini, c'è necessità di uomini capaci di spendersi  per la propria terra con intelligenza e passione. Questi non mancano, basta guardare nella direzione giusta. Ed è proprio grazie ad essi che "un nuovo meridionalismo" oggi è possibile. Spetta a noi uscire dal "buio" è possibile.

Buon lavoro

Nuccio Carrara

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Sabato 30 Gennaio 2010 21:24 )