Cultura - Libri

 

Alain de Benoist
Manifesto per una rinascita europea
ed. Nuove Idee
 
La minaccia dell'omologazione senza precedenti che plana sul mondo conduce per converso a degli scatti d'identità: irridentismi sanguinari, nazionalismi convulsi e sciovinisti, tribalismi selvaggi ecc. La responsabilità di questi atteggiamenti perniciosi va, in primo luogo alla mondializzazione (politica, economica, tecnologica, finanziaria) che li ha prodotti. Negando agli individui il diritto di iscriversi nelle eredità collettive ereditate dalla storia, imponendo un modello uniforme di rappresentazione.
(...)
Lo sradicamento è una patologia sociale dei nostri tempi, che rende gli individui maggiormente vulnerabili ai condizionamenti. Le radici implicano nella maggioranza dei casi un territorio, poichè l'uomo è un animale territoriale. Ma esse rinviano ad una problematica più vasta quella dell'appartenenza, che può essere vissuta anche in modo non territoriale.
La questione dell'identità e dell'appartenenza è chiamata ad assumere una importanza sempre più grande nei decenni a venire.
(...)
Di fronte all'utopia universalista e agli scatti particolari, bisogna affermare la forza e la normalità delle differenze, che non sono nè uno stato transitorio verso una unità superiore, nè un dettaglio accessorio di vita privata, ma la sostanza stessa dell'esistenza sociale. 
I popoli non sono solo una semplice addizione di atomi individuali, ma delle entità dotate di una propria personalità che si è forgiata nella storia.
(...)
La cittadinanza designa a volte l'appartenenza, il vassallaggio e la partecipazione ad una vita pubblica che si distribuisce su più livelli: si può essere cittadini del proprio quartiere, della propria città, della propria regione, della nazione e dell'Europa, a seconda della natura del potere devoluto a ciascuno di questi livelli di decisione e sovranità.
In compenso non si può essere cittadini del mondo, perchè il "mondo" non è una categoria politica. Voler essere cittadini del mondo, equivale a rapportare la cittadinanza ad una astrazione che dipende dal vocabolario della nuova classe liberale.
(pagg. 66-67)
 
La promessa di eguaglianza è doppiamente fallita: il comunismo l'ha tradita instaurando i regimi totalitari più criminali della storia, il capitalismo se n'è fatto gioco legittimando con una eguaglianza di principio le disparità economiche e sociali più odiose.
La modenità ha proclamto dei diritti senza però offrire i mezzi per esercitarli, ha esacerbato tutti i bisogni creandone sempre di nuovi, ma riservandone l'accesso ad una piccola minoranza, cosa che aumenta la collera e la frustazione in tutti gli altri.
(pag. 37)
 
Liberismo e marxismo appartengono, in effetti, fondamentalmente allo stesso universo, ereditato dal secolo dei Lumi: lo stesso individualismo di fondo, lo stesso universalismo egualitario, lo stesso razionalismo, lo stesso primato del fattore economico, la stessa insistenza sul valore emancipante del lavoro, la stessa fede nel progresso, la stessa aspirazione alla fine della storia.
A ben guardare, il Liberalismo ha soltanto realizato con la più grande efficacia alcuni obiettivi che condivideva col marxismo: sradicamento dell'identità collettiva e delle culture tradizionali, disincanto del mondo, universalizzazione del sistema di produzione.
(pagg. 40-41)
 
L'idea di una legge assoluta, universale ed eterna, chiamata a determinare in ultima istanza le nostre scelte morali, religiose o politiche, è priva di fondamento. E' l'idea che sta alla base di ogni totalitarismo.
(pag.46)
 
L'esistenza umana è indissociabile dalle comunità e dagli insiemi sociali nei quali si iscrive. L'idea di uno 'stato di natura' primitivo, in cui sarebbero coesistiti individui indipendenti e separati, è una fantasia: in origene, la società non è affatto una sorta di contratto che gli uomini avrebbero sottoscritto al fine di ottimizzare i loro migliori interessi, ma una associazione spontanea, la cui forma più antica è senza dubbio la famiglia allargata.
(pag. 47)
 
La democrazia presuppone, dunque, un popolo in grado di agire politicamente nella sfera della vita pubblica. L'astensionismo, il ripiegamento nella vita privata, la privano del senso stesso della sua esistenza.
(pag. 52)