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Dal sistema dei consumi globali alla civiltà dell'economia locale
 
Di fronte alla crisi economica e sociale del modello di sviluppo occidentale diventa realistico criticare la ragione stessa dell’economicismo moderno: la mercificazione dell’esistente. L’autore individua un limite ecologico alla crescita economica illimitata e propone di cominciare a far decrescere l’idea che lo sviluppo degli scambi mercantili sia una legge naturale della vita.
 
Il messaggio che pubblicità e media diffondono continuamente è che il benessere passa attraverso il consumo, ovvero attraverso l’appropriazione continua di una quantità sempre maggiore di oggetti.

È necessario rinunciare all’immaginario economico per il quale “di più” significa “meglio” e imparare ed essere capaci a dire: “è sufficiente” oppure “è abbastanza” piuttosto che “sempre di più!”.

Alain de Benoist considera errato immaginare la decrescita come un appello a un ritorno al passato o a una brutale degradazione del livello di vita.
 
La decrescita è invece un’inversione di tendenza che si rende necessaria per il semplice motivo che l’attuale modello di sviluppo è ecologicamente insostenibile, ingiusto e incompatibile con gli equilibri della natura.

Esso porta con sé, sulla scia dell’occidentalizzazione, perdita di autonomia, alienazione, aumento delle disuguaglianze sociali, insicurezza individuale e collettiva.
 
Alain de Benoist porta alla luce il carattere di artificio e dominio dell’economia ponendo la critica alla civilizzazione mercantile sul piano del suo stesso fondamento sociale e politico. Riprende l’idea della democrazia partecipativa, proponendo, dinanzi al globale sviluppo illimitato, il livello locale e della vita quotidiana. Rimangono le lingue, le culture, un legame sociale che va pazientemente ricreato nell’esistenza di ogni giorno, per una comunità della decrescita.
 
Comunità e Decrescita
Critica della Ragion Mercantile. Dal sistema dei consumi globali alla civiltà dell'economia locale
Autore: Alain de Benoist   
Prezzo: € 9,06 (invece di €12,95)
Prima edizione: Novembre 2005
 
Fonte: http://www.ariannaeditrice.it/vetrina.php?id_macroed=691
 
CITAZIONI
 
Come un individuo che basa gran parte della sua sussistenza sul suo capitale, e non sulle sue entrate, è votato al fallimento, così le società che attingono alle risorse naturali del Pianeta ritenendole illimitate, si avviano verso la catastrofe: non si può indefinitamente consumare un capitale non riproducibile. (pag.127)