La destra non reagisce più, che sia morta?
 
di Marcello Veneziani
 
La cosa peggiore che sta accadendo alla destra non è la dispersione elettorale e nemmeno l’irrilevanza politica, ma la mancanza pressocchè totale di reazione alla sua scomparsa pubblica, civile e mediatica. Lo dico in un duplice senso: da una parte non c’è nessun tentativo di capire cosa sta accadendo, neanche uno straccio di analisi spietata e di autocritica. Dall’altra parte, non c’è alcun accenno a reagire, a svegliarsi, attraverso iniziative dirompenti, come si addice a chi avverte il pericolo d’estinzione. Non reagisce più, come corpo morto cade...
 
Naturalmente uso la vecchia, logora dicitura “destra” solo per capirsi. Ma è possibile che la destra sparisca dappertutto, non abbia più neanche una voce nei mass media o in giro che esprima le sue idee, i suoi temi, la sua sensibilità e nessuno reagisca, si aggreghi e cerchi di suscitare un impulso di presenza e di ricostruzione? Possibile che un mondo sia cancellato da ogni spazio pubblico, salvo l’icona televisiva di Giorgia Meloni, è nessuno abbia la voglia, il coraggio, la disperazione di reagire? Tutti a tutelarsi l’ultimo guscio ancora in piedi, a tenersi stretta l’ultima cuccia personale…
 
A proposito della Meloni, è stato infelice il suo tiraemolla prima di candidarsi a Roma e le giravolte tra Berlusconi e Salvini, ma è stato indecente lo spettacolo di mezzo cadavere dell’ex An, ex leader in testa, che si sono prestati a compiere il lavoro sporco, gradito all’establishment, di stroncare l’unica candidata di destra in campo, con buone chanches e buon gradimento popolare, solo per dispetto, ripicca e minimi vantaggi. Una prova di piccineria umana e di idiozia politica. Ma a parte questo, possibile che non ci sia uno straccio di reazione davanti alla morte civile della destra, vi sembra normale che dopo un ventennio di centro-destra protagonista, e un decennio al governo, non sia rimasta nessuna traccia della destra e non ci sia più nulla che esprima, rappresenti, promuova quei temi ideali e politici, civici e sociali? Eppure quell’area di opinione c’è, è larga, anche se vive nella clandestinità. E in mezza Europa dilaga, è quasi maggioritaria. Certo, l’ideale sarebbe che l’iniziativa nascesse da soggetti e gruppi estranei alla parabola fallimentare della destra politica, gente nuova, magari giovani. Ma non si può aspettare lo sbarco dei marziani, bisogna intanto cominciare a muoversi, dar segni di vita tra le macerie, attirare l’attenzione.
 
Se ci fosse ancora qualcuno con la schiena diritta e la mente viva, disposto a capire quel che è successo e a rilanciare un progetto politico, editoriale, sociale e culturale, si faccia avanti e prenda l’iniziativa. Per quel che mi riguarda ho chiesto alla Fondazione An, che è l’ultimo punto di raccolta delle destre sparse, di farsi carico di convocarle per tentare un’analisi con proposte concrete (anche se lo spettacolo dell’ultima assemblea spaccata a metà fu deprimente). Arrivo a dire che il tema politico più urgente non è oggi il no al referendum per mandare a casa Renzi – bravi, e poi chi mettiamo?- ma mandare fuori di casa “la destra”, che si è ritirata a vita privata e si occupa solo di faccende domestiche. A meno che in casa sia rimasto solo il suo cadavere…
 
Pubblicato il 13 luglio 2016 da Marcello Veneziani
 
FONTE: http://www.barbadillo.it/57798-il-caso-di-m-veneziani-la-destra-non-reagisce-piu-che-sia-morta/