Cancellare una pessima legge e punire Renzi

 
di Nuccio Carrara
 
Sicuramente non tutti hanno letto il quesito referendario in vista dell’appuntamento del 17 aprile prossimo e magari si sono lasciati orientare dal dibattito in corso su giornali e televisioni, che ormai si è ridotto a “trivelle sì, trivelle no”: un modo fuorviante di porre la questione.

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La dittatura delle banche – L’anatocismo vince ancora
 
di Roberto Pecchioli
 
Per una misteriosa associazione mentale, la parola anatocismo mi ricorda l’upupa, “ilare uccellino calunniato dai poeti” , secondo Eugenio Montale. Upupa è, nella nostra lingua, una parola dal suono sinistro, per via delle due u e della pronuncia sdrucciola: così Foscolo e Parini ( i poeti calunniatori) , hanno citato il piccolo volatile in passi tenebrosi e notturni delle loro poesie. Licenze poetiche . L’anatocismo, al contrario, sembra il nome di un disturbo della pelle, o, tutt’al più, una di quelle parole difficili di cui è ricco il linguaggio filosofico.
Significa invece interessi sugli interessi, o, più bonariamente, interessi composti: in banca il politicamente corretto per fregare depositanti e mutuatari è cosa antica.

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Dilemma: essere o benessere? 
 
di Massimo Fini
 
Quand'ero ragazzo, e avevo appena letto Opera aperta, pensavo che Umberto Eco, nello stagnante panorama intellettuale italiano, fosse un geniale eversore culturale. Negli anni ho dovuto rendermi conto, un poco a malincuore per la verità, che anche Umberto Eco è una vecchia zia del conformismo, del logo comune, dell'ottimismo obbligatorio, non diversamente da quel Mike Bongiorno (l'"everyman") che egli sbertucciò selvaggiamente in uno dei suoi più famosi Diari minimi. Solo che mentre Mike è una vecchia zia del conservatorismo, Eco lo è, meno innocentemente, del progressismo. Non c'è infatti "communis opinio" o filosofia a "everyman" che gli sfugga o gli ripugni quando si tratta di mettere al riparo dalle critiche quel dogma assoluto del progressismo che è la modernizzazione. Il metodo è quello collaudato e di sicura efficacia: demonizzare il passato, opportunamente caricato dei più triti luoghi comuni, a maggior gloria del presente.

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QUATTRO BUONE RAGIONI PER DIRSI CONSERVATORI
 
di Marcello Veneziani
 

Vi sono a mio parere quattro buone ragioni per dirsi conservatori nel corrente anno, con il corrente, molto corrente premier Renzi, nel corrente degrado. Provo a dirle nel modo più semplice, come si addice ai conservatori.
 
1) Per cominciare non riusciremo mai a salvaguardare l'Italia, la sua ricchezza, i suoi beni artistici e culturali se non acquisiremo la mentalità che c'è qualcosa di prezioso da conservare e proviene dal nostro passato.

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La vera origine del Natale
 
di Paolo Danieli
 
Sono alcune migliaia di anni che il 21 dicembre noi europei festeggiamo il solstizio d’inverno, il giorno più corto, quando le ore di luce sembrano progressivamente ridursi, quando sembra che il buio abbia la meglio, quando il giorno è più corto e la notte più lunga. E proprio quando il sole sembra essere sopraffatto dalle tenebre e scomparire dietro l’orizzonte, ecco che risorge e la luce torna ad aumentare.

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La "Nato economica" minaccia l'Europa 
 
di Mario De Fazio
 
Le parole di Nietzsche riecheggiano come minaccia e speranza tra le pagine dell’ultimo libro del filosofo Alain de Benoist edito da Arianna editrice: “Il Trattato Transatlantico: l’accordo commerciale Usa-Ue che condizionerà le nostre vite”. Un’Europa indipendente, garante delle diversità dei popoli e soggetto politico autonomo, ben lontana dall’attuale tecnocrazia che guida l’attuale Unione europea non sarà più possibile se passerà il Ttip, autentico colpo di grazia alle aspirazioni di una costruzione europea non basata sul denaro ma su una finalità comune ai diversi popoli del Vecchio continente.

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Gli stolti e la rapina che pagheremo tutti
 
di Massimo Fini
 
Il risparmiatore è il fesso istituzionale del sistema del denaro. Perché, avendone poco, lo presta, attraverso l’intermediazione delle banche, ai ricchi perché diventino sempre più ricchi. Se poi a costoro le cose van male scaricano i loro debiti, divenuti inesigibili, sulle banche che, a loro volta, li scaricano sui risparmiatori che, in varie forme (conti correnti, obbligazioni) vi han depositato i propri quattrini. 

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