Evola fra tradizione e futuro. Così anticipò il XXI secolo
Pensiero magico, alchimia, "letteratura della crisi", filosofie orientali, denuncia dei "poteri forti". Nelle opere di Evola i temi caldi dei nostri giorni
 
di Gianfranco de Turris
 
Questo è un Paese che si adatta a tutto e alla fine accetta tutto: classicisti che fanno l’apolo­gia di Stalin come grande stati­sta e modernizzatore dell’Urss non intaccato dall’esistenza dei gulag e dei loro morti; scrit­tori condannati in via definiti­va per omicidio, uno all’estero e l’altro graziato da Scalfaro, che pubblicano i loro romanzi senza problemi- e guai a ricor­darne i precedenti; negazioni­sti e negazioniste dell’olocau­sto istriano e delle foibe ospiti graditi in tv nel nome del plura­lismo; ex terroristi delle Br che presentano le loro verità in luo­ghi pubblici e istituzionali sen­za ostacoli se non le proteste dei parenti delle vittime.

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Renzi? Gli italiani ci cascano (mentre Grillo non è Farage, e si vede)
 
di Marcello Foa
 
Dunque, vediamo quali insegnamenti trarre dal voto delle europee:
 
1) Renzi? Agli italiani piace l’affabulatore (o se, preferite, lo spin funziona). Continuo a non cambiare giudizio su Renzi: né il politico, né l’uomo mi convincono. La sua grande, innata dote è quella dell’affabulatore. Grande parlantina, faccia tosta, ambizione sfrenata. “Il bomba” lo chiamavano da bambino, nel senso di quello che le spara grosse pur di impressionare, e “bomba” è rimasto.

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Una vera e propria dittatura del denaro sta pian piano assumendo il controllo, togliendo ai Popoli la loro sovranità.

La crisi attuale è caratterizzata dalla completa estraneità della finanza di mercato rispetto all’economia reale, dato che ha causato un indebitamento generalizzato, che ha ormai raggiunto livelli inediti.

La prima conseguenza “naturale” è stata affidare il potere politico ai rappresentanti di Goldman Sachs e di Lehman Brothers, le più grandi potenze finanziarie mondiali, ma inutilmente, poiché la creazione di capitale-denaro fittizio non è più in grado di risolvere il problema.

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L'ammucchiata della sedicente sinistra: la lista "Sfigas"
 
di Alessio Mannino
 
Alexis Tsipras, chi è costui? È la domanda che gli italiani si farebbero se sapessero l’esistenza di “Un’altra Europa con Tsipras”, lista messa in piedi da un’accolita di intellettuali di sinistra che si è spaccata subito dopo il taglio del nastro, con Paolo Flores D’Arcais e Andrea Camilleri che sbattono la porta sdegnati per l’imbarcaggio di ex tute bianche come Casarini, e la sola Barbara Spinelli a restare madrina di un parto infelice. 

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«L’euro è un formidabile successo»
 
di Maurizio Blondet
 
Letteralmente così (L'euro est un formidable succès) suona l’intervento di Alexandre Delaigue, economista in ascesa, docente all’accademia (militare) di Saint-Cyr e all’Università di Lille (1). È il bello del dibattito francese sull’euro e l’eurocrazia: la sua vivacità e la sua altezza intellettuale (al contrario di quel che avviene da noi) fa uscire allo scoperto posizioni che altrimenti resterebbero celate – come appunto avviene in Italia, dove il litigio da condominio permette agli europeisti di sottrarsi alla discussione, di occultare le loro vere posizioni al pubblico – nella solida certezza dei sostenitori di tali idee che, se il pubblico sapesse, non li voterebbe mai più.

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Svendere di nuovo l’Italia. E’ questa la vera missione di Renzi?
 
di Marcello Foa
 
Un paio di mesi fa, poco dopo la nomina di Matteo Renzi a Palazzo Chigi, un amico che lavora nella finanza e che mi segue con molta simpatia ma anche con un certo scetticismo riguardo alle mie tesi, mi fa un discorso di questo tenore: “E’ già la terza volta che una grande banca d’affari parla bene della Borsa di Milano e invita a investire nei titoli italiani. Stesso approccio, stesse argomentazioni, non so cosa stia succedendo. La situazione a noi non sembra cambiata ma queste coincidenze non mi tornano. Mi sa che questa volta hai ragione tu”.

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Se Veltroni fa un Berlinguer chi fa un Almirante?
 
di Francesco Maria del Vigo
 
La destra non si desta, e la sinistra si trastulla con l’autoerotismo. Ma partiamo dal fondo. Il mai andato in Africa Walter Veltroni ha regalato al mondo della cinematografia un documentario (ora si chiamano biopic, ma io mi rifaccio a Battiato: “Il giorno della fine non ti servirà l’inglese”) sulla vita di Enrico Berlinguer.

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