La lezione di Pareto. La politica senza élite non è vera politica
 
di Marcello Veneziani
 
E se il difetto fosse nel manico? Se il problema fosse nella democrazia che non seleziona e non riconosce classi dirigenti ma solo demagoghi, istrioni o emissari dei «poteri forti»? Da anni il dibattito politico è inchiodato all'alternativa tra populismo e democrazia dei partiti, tra presidenzialismo e parlamentarismo.

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L'inutilità di Forza Italia 

 
di Ida Magli
 
Che se ne fanno gli italiani di Forza Italia? Che ce ne facciamo noi - i tanti che amano l’Italia - di Forza Italia? Vogliamo continuare a fingere di essere vivi pur comportandoci da morti?  No, basta, basta: di questa Forza Italia non ne possiamo più; dentro il partito sono in molti a pensarlo ed è un dovere avvertire il capo quando sbaglia. Un leader che non ha la minima fiducia nel proprio partito e che ritiene che gli avvenimenti non contino, che il tempo se ne stia fermo fino a quando lui non si muoverà, è veramente fuori dalla realtà, ripiegato sul proprio narcisismo fino a limiti abnormi.

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Disinformazione come arma di guerra
 
di Luciano Fuschini
 
Il modo come i telegiornali, l’unico mezzo d’informazione della maggioranza degli italiani, hanno dato notizia dei movimenti di Hayat Boumedienne, è estremamente istruttivo.
La probabile terrorista compagna di uno dei killer di Parigi, non sarebbe stata con lui nel supermercato ebraico come si era detto in un primo momento, ma già da diversi giorni si sarebbe recata in Siria. Le varianti al verbo “recarsi” sono “rifugiata” oppure “diretta”. Punto. L’informazione finisce qui, senza altri chiarimenti. 

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L’intervista. De Benoist: “In Europa il potere politico è nelle mani delle lobby”
 
Signor de Benoist, Alain Madelin e Gérard Longuet, che lei ha conosciuto quando erano dei giovani spadaccini, alla fine divennero ministri. Solo per constatare che il vero potere era detenuto più dalle amministrazioni che avrebbero dovuto obbedir loro, ma che non obbedirono … Oggi, in politica, dov’è il potere?

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Usa Vs Russia? Il punto è il controllo dell'Europa
 
di Luciano Fuschini 
 
L’ostilità americana verso la Russia post-sovietica è astiosa quanto quella che fu riservata all’URSS. La cosa può stupire, visto il desiderio dei dirigenti della nuova Russia di essere accolti a pieno titolo nel sistema occidentale.

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di Marcello Veneziani
 
Il Primo conflitto mondiale con i suoi lutti diede vita a due movimenti opposti. Uno voleva il paradiso in terra e scimmiottava le religioni, l'altro militarizzò la società per volontà di potenza

La prima guerra mondiale ebbe due figli, uno rosso come il sangue che versò la rivoluzione, l'altro nero come i lutti che causò la guerra: il comunismo e il fascismo. Il primo preesisteva come idea e come movimento. Il secondo aveva fra i precursori il nazionalismo e l'interventismo. Ambedue venivano dal socialismo ma divennero realtà, partito unico e regime sotto i colpi della guerra.

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Il crollo 
di una costruzione immaginaria
 
di Ida Magli 
 
I governanti non guardano mai in faccia i risultati delle loro azioni se non quando, perduta una guerra, sono costretti dai vincitori a pagare i danni della sconfitta. Di fronte all’enorme catastrofe causata dall’unificazione europea e dalla moneta unica, non essendoci vincitori che li costringano a riconoscere quanto fosse sbagliato il loro progetto, continuano a fingere che l’ “Europa” esista, piagnucolano (come ha fatto ultimamente anche il ministro Padoan) davanti ai proprietari della Banca centrale europea, ossia davanti a coloro cui hanno regalato la nostra sovranità e indipendenza, affinché abbiano pietà di noi e non ci mandino qualche lettera di reprimenda insieme alle dovute multe. 

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