Libia: un anno dopo (situazione punto 18 Febbraio 2012)
di Bernard Lugan
Nel primo anniversario della “rivolta libica”, e mentre una “resistenza verde”, di cui è difficile valutare la vera consistenza, sembra essere in grado di operare su tutto il territorio, la Libia sembra essere tagliata in tre:
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l'Istria e le foibe: 300mila italiani traditi dal Pci
di Giampaolo Pansa
Gli esuli di Quarnaro e Dalmazia, in fuga dalla Jugoslavia del compagno Tito: un massacro, ma per i compagni erano fascisti
Qualche giorno fa, una radio mi ha chiesto: «Perché le sinistre italiane non amano ricordare gli assassinati nelle foibe e l’esodo istriano, fiumano e dalmata?». Ho risposto d’istinto: «Perché hanno la coscienza sporca». Il giornalista mi rimproverò: «Dottor Pansa, lei vede comunisti dappertutto!». Gli replicai, sorridendo: «Non dappertutto, per fortuna. Ma in quella vecchia storia c’erano, stia sicuro».
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SOBRIETA’ O MICRAGNA? Fenomenologia di una inimicizia per la vita
di Paolo De Bernardi
E’ un governo (...) forte coi deboli e debole coi forti. Piace al presidente napoletano, piace all’”alleato” americano, visto che accetta, con danno per l’Italia le sanzioni all’Iran, approva il rovesciamento di governo in Siria, sta facendo perdere la testa ai vertici di Gazprom, che non capiscono più che fare col gasdotto South Stream.
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Rocco Buttiglione: è un’aberrazione lasciare al popolo la scelta del Presidente del Consiglio
Se avete letto il Mattino di Napoli, sicuramente vi saranno caduti i cosiddetti. No, perché se vi è capitato di leggere l’intervista a Rocco Buttiglione (UDC), sarete certamente inorriditi. Il parlamentare democristiano parla della legge elettorale, e se già avete letto il titolo (e il sottotitolo) di questo post, certamente già immaginate il tenore dell’intervista. Ma andiamo nello specifico e vediamo cosa ha dichiarato.
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Giù le mani dalla Grecia
di Marcello Foa
Il mondo è in ansia per la Grecia. Non per la sua popolazione, sia chiaro. Alla periferia di Atene ben 18 istituti scolastici hanno iniziato a distribuire pasti gratis ai bambini, le cui famiglie sono talmente povere da non potersi permettere nemmeno un panino con un po’ di formaggio; ma nessuno ne parla, a parte pochi siti internet; mentre viene diffusa ansia planetaria sul possibile default della Grecia e si moltiplicano le pressioni sul Parlamento ellenico affinchè accetti la nuova stangata.
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Spagna e Italia uguali sul Lavoro, non sulle Regioni
di Maurizio Blondet
Elsa Fornero è il nostro ministro del Lavoro. Anche il governo spagnolo di Mariano Rajoy ha una ministra del Lavoro: si chiama Fatima Baez. Ed esattamente come la Fornero, anche quella sta attuando la “riforma del lavoro”, facendosi forte della disoccupazione al 23%. La riforma dovrà, ha detto Fatima Baez, “restituire fiducia ai lavoratori e imprenditori, perchè possano superare la crisi insieme e il licenziamento sia l’ultima opzione”.
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LA NORVEGIA, IL PAESE SENZA DEBITO PUBBLICO.
di Filippo Cau
Cosa deve fare l’Italia per uscire dalla crisi? Semplicemente essere la Norvegia. Il paese del sole di mezzanotte, delle aurore boreali e dei guizzanti e polposi salmoni rosa rappresenta tutto quello che l’Italia non é.Loro hanno l’indice di sviluppo umano più alto del mondo, ma soprattutto, non hanno debito pubblico.
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