Notizie e commenti

Ripartire dal nazionalpopulismo
 
di Marcello Veneziani

L’unica novità politica del terzo millennio è la diffusione del populismo. Categoria non nuova, in verità, sempre bistrattata, ma negli ultimi anni dilagante.
Il populismo ha un nemico, il sistema globalitario, che è l’incrocio di due retaggi, uno che proviene dalla destra economica e l’altro che proviene dalla sinistra ideologico-politica; il sistema globalitario è infatti la somma di liberismo, tecnocrazia e mercatismo e di progressismo radical, politically correct e internazionalismo.
Da una parte il liberismo separato dal profilo nazional-conservatore, che era invece presente nella Thatcher e in parte in Reagan; e dall’altra il progressismo separato dalla lotta di classe proletaria che invece era preminente al tempo del comunismo.

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L’Europa non è solo Occidente
 
di Alex Barone
 
Nel dibattito quotidiano si utilizzano spesso innumerevoli termini, come quello di “Europa” ed “Identità europea” quali sinonimi di Unione Europea ed Europeismo: ormai inconsapevolmente, le strutture transeunti si sono appropriate di lemmi valoriali millenari, quali per l’appunto il nome del Vecchio Continente.
Ci si lamenta, a buon diritto, per l’ingerenza del potere tecnofinanziario di Bruxelles sulle politiche dei governi nazionali, inveendo contro un astratto concetto di “Europa” e scagliandosi ferocemente contro l’idea stessa di comunità europea. Percepiamo che l’Europa sia il cancro da estirpare, il male d’ogni cosa, la rovina intera delle nostre esistenze: ce lo chiede l’Europa è stato il passepartout delle peggiori riforme liberiste e antidemocratiche degli ultimi anni.

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L’Europa non è solo Occidente
 
di Alex Barone
 
Nel dibattito quotidiano si utilizzano spesso innumerevoli termini, come quello di “Europa” ed “Identità europea” quali sinonimi di Unione Europea ed Europeismo: ormai inconsapevolmente, le strutture transeunti si sono appropriate di lemmi valoriali millenari, quali per l’appunto il nome del Vecchio Continente.
Ci si lamenta, a buon diritto, per l’ingerenza del potere tecnofinanziario di Bruxelles sulle politiche dei governi nazionali, inveendo contro un astratto concetto di “Europa” e scagliandosi ferocemente contro l’idea stessa di comunità europea. Percepiamo che l’Europa sia il cancro da estirpare, il male d’ogni cosa, la rovina intera delle nostre esistenze: ce lo chiede l’Europa è stato il passepartout delle peggiori riforme liberiste e antidemocratiche degli ultimi anni.

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Cancellare una pessima legge e punire Renzi

 
di Nuccio Carrara
 
Sicuramente non tutti hanno letto il quesito referendario in vista dell’appuntamento del 17 aprile prossimo e magari si sono lasciati orientare dal dibattito in corso su giornali e televisioni, che ormai si è ridotto a “trivelle sì, trivelle no”: un modo fuorviante di porre la questione.

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Isis, petrolio e Islam: la destra che non sa più leggere la realtà
 
di Marcello de Angelis
 
“L’unico razzismo che sopravvive a destra – scriveva anni fa Marcello Veneziani – è quello contro le persone intelligenti”. Non so se nel frattempo abbia cambiato idea ma io ne sono sempre più convinto. Quindi cercare dire – e ancor più di scrivere – cose non stupide e non unirsi al coro vociante e ondeggiante, deve essere sentito come un dovere etico. Anche se espone al linciaggio da parte degli imbecilli che, da che esiste l’umanità, odiano chi pretende di scuoterli dalla loro idiozia.

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Il populismo non è sempre negativo. Ecco perché…
 
Veneziani, lei è probabilmente l'ultimo intellettuale che non si arrabbia se viene definito di destra. O sbaglio?
Non sbaglia, anche se si tratta di due espressioni, intellettuale e “di destra” assai infamanti nel nostro tempo. L'unica obiezione che faccio è la reductio: ho scritto pagine e libri che non rientrano nella catalogazione detta, che si occupano d'altro, pensieri, sentimenti, storie, vita. Ci sono molte più cose in cielo e in terra, e dentro di noi che non si possono ridurre alla targhetta di intellettuale di destra.

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Siamo la generazione che morirà sotto euro-dittatura?
 
Maurizio Blondet 
 
Come dice Jacques Sapir, il Portogallo ha subito un colpo di Stato. I partiti di destra al governo hanno perso: meno 28 seggi in Parlamento, il 38,5% dei voti. Esausti dei programmi d’austerità, i portoghesi hanno dato la maggioranza (50,7%) a partiti della sinistra, uniti da una volontà di rinegoziare in Europa  i programmi di tiro della cinghia imposti dalla UE. Ebbene: il presidente della repubblica, Cavaco Silva, ha deciso di non consentire alle sinistre di andare al governo. Con la seguente esplicita motivazione: “Dopo tutti i notevoli sacrifici consentiti nel quadro d’un importante accordo finanziario, è mio dovere, e nelle mie prerogative costituzionali, fare tutto ciò che posso per impedire che siano mandati falsi segnali verso le istituzioni finanziarie e gli investitori internazionali”.

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