Candeloro Rino Nania

“Degli uomini come me si deve poter dire: era fatto per i tempi duri e difficili, era fatto per seminare e non per raccogliere, era fatto per dare e non per prendere. Vorrei tanto che, quando non ci sarò più, si dicesse di me quello che Dante disse di Virgilio: facesti come colui che cammina di notte, e porta un lume dietro di sé, e con quel lume non aiuta se stesso. Egli cammina al buio, si apre la strada nel buio ma dietro di sé illumina gli altri.” (Giorgio Almirante)

 

La #destraitaliana & l’immagine di un impegno necessario

 

di Candeloro Rino Nania

 

In questi ultimi tempi, oltre allo sforzo di buona volontà compiuto da personaggi che hanno militato nella #destraitaliana, è tornata un’attenzione particolare nei riguardi di un mondo che più di uno aveva ritenuto fosse divenuto residuale, se non marginale: quello della destra.

 

Tali attenzioni, proprio in questi giorni, si sono tradotte in inchieste avviate da Repubblica, anche facendo immediato seguito al nuovo libro di Giampaolo Pansa ‘La destra siamo noi’ edito da Rizzoli.

 

La rinnovata attenzione, va da sé, può voler significare qualcosa, atteso che si sente l’esigenza e forse anche la necessità che la destra possa tornare viva ed incisiva, affinché si possa parlare, anche in Italia, di democrazia matura e compiuta. Ossia di democrazia al 100%.

 

In tutto questo fiorire di interviste e di iniziative (non ultima quella di Isabella Rauti al Cine - Teatro Adriano in Roma), tese a propagare non solo l’interesse acché questa destra rinasca, ma soprattutto orientate a manifestare la necessità che le ragioni di un popolo di destra siano rappresentate, il limite sta nella ‘ricomparsa’ delle stesse facce, nell’immagine di una eternità ideale che però ha bisogno di nuove fisionomie.

 

Di certo non mancano né le idee, né lo spirito combattivo. Non mancano le passioni e le ipotesi di riforma in un contesto che richiede maggiore solidarietà e meno pirateria finanziaria. Sicuramente rimane l’impegno militante che si coniuga con una morale integra che pretende onestà intellettuale e coerente intransigenza. Tuttavia permane il limite, quale ostacolo acché si possano suscitare e moltiplicare attrazioni fatali e consensi concreti. Questo limite non sta nelle capacità di elaborare tesi in grado di rappresentare ed incidere in tale attuale contesto, né si ravvisa nei tanti interventi (Storace, Rauti, Moffa, Menia, Sospiri, Tatarella) che mirano a ricompattare i tanti che si riconoscono, tra le plurali declinazioni, nello stare e nel costruire una cultura politica a destra. 

 

Il limite sta tutto nella mancanza di immagine, nell’assenza di volti in grado di non rinviare ad un déjà vu. Ossia nella eventualità che a cominciare da Fini, che continua ad impersonare la sconfitta dell’ultimo ventennio di #destraitaliana, debba attraversare una catarsi purificatrice mettendosi a servizio di un mondo che con le nuove generazioni deve ‘reinventarsi’; un mondo che, comunque, non può subire rimozioni di sorta, ma solo la ‘doverosa’ rielaborazione di una sconfitta, che si è tradotta nell’incapacità di fornire elementi, progettualità, impegni per rendere l’Italia, vista da destra, un laboratorio innovativo; una politica, vista da destra, in grado di ipotizzare soluzioni e riforme per dare risposte alla vigente crisi morale, istituzionale e  culturale di una società bulimica nel consumismo e liquida negli ancoraggi ideali. 

 

La crisi, che va, comunque, attraversata, non ha significato assenza di idee, ma certamente in questo quadro è prevalsa un forma di pigro pragmatismo, sino a giungere a cinismo sterile e improduttivo, in assenza di quella necessaria consapevolezza, così stando le cose, che siffatto percorso rischia di divenire esiziale.

L’assenza di immagine, la tentata rimozione di un ventennio (a matrice berlusconiana), l’assenza di fantasia istituzionale e soprattutto la desertificazione di un immaginario di destra - che si riduce a nulla, laddove dimentica il senso dello Stato, il fare comunità, il sorriso di una #destraitaliana che da sempre ha suscitato simpatie e non è stata mai respingente - devono condurre a nuove consapevolezze che ridiano, partendo da qui, forza e prospettiva ad un impegno necessario.

 

25 febbraio 2015

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 26 Febbraio 2015 12:57 )